Esselunga: concorrenza e libertà

Esselunga: concorrenza e libertà

18 luglio 2010

Esselunga ha pubblicato domenica 18 luglio, su quotidiani di tutta Italia, il seguente annuncio a pagamento:

La vicenda:

Nel marzo del 2000 Esselunga acquistò un terreno in via Canaletto a Modena, pagandolo 24 miliardi di Lire, per costruirvi un supermercato, come già previsto dal piano regolatore approvato dal Comune di Modena. La via Canaletto a Modena è un’area strategica perché molto vicina, a soli 1000 metri dal Duomo, al centro di Modena.

Qualche mese dopo, nel febbraio 2001, COOP Estense acquistò una piccola area adiacente al terreno di Esselunga pagandola al prezzo esorbitante di 23 miliardi di Lire (quasi 5 volte superiore a quello pagato da Esselunga) e opponendosi all’apertura del nuovo supermercato.

Da quel momento è iniziata un’azione di pressione da parte del Comune di Modena per convincere Esselunga a trovare un accordo con COOP Estense o addirittura a cedere la sua area (circa il 72% del totale) a COOP che detiene neanche il 20%. In mancanza di tali condizioni il Comune di Modena avrebbe annullato il “commerciale”.

Lo scorso 6 luglio, come più volte minacciato, l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Modena, Daniele Sitta, ha dichiarato pubblicamente che, a causa del mancato accordo tra COOP Estense ed Esselunga, sarà cambiata la destinazione d’uso dell’area da “commerciale” a “residenziale”.

Questa decisione può sembrare equanime, imparziale: tra i due litiganti nessuno fa niente. Ma non è così: il lotto di Esselunga (44.820 mq.) che dà sulla via Canaletto - ove il supermercato era previsto nel progetto di Piano Particolareggiato - ha tutti i requisiti per il commerciale: la dimensione, l’affaccio sulla via principale, e le previsioni di Piano del Comune. Nel lotto di COOP Estense (8.834 mq), piccolo, irregolare e nascosto, è impensabile piazzare un supermercato che funzioni.

Pertanto, l’esborso di 23 miliardi di Lire da parte di COOP Estense nel febbraio 2001, per assicurarsi un pezzo di terra affacciato sulla ferrovia, ove l’insediamento di un supermercato non era neppure immaginabile, evidenzia chiarissimamente il suo intendimento originario: impedire ad Esselunga di aprire il suo supermercato.

Nei fatti: l’eliminazione del commerciale da via Canaletto da parte del Comune significa l’eliminazione dell’unico supermercato possibile, quello di Esselunga.

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