Bilancio di Sostenibilità 2019

184 ESSELUNGA L’ARCHITETTURA COME IDENTITÀ Attento ai valori architettonici, il Dott. Caprotti era convinto che l’architettura dei negozi Esselunga dovesse esprimerne la sua filosofia estetica. Fu per questo motivo che già a metà degli anni Sessanta si dedicò in prima persona a “ripulire” l’aspetto esteriore dei negozi, scegliendo ceramiche e cotti per ingentilirne la forma. Proprio dall’esigenza di dare dignità e corpo a una funzione commerciale di base, nacque il sodalizio con grandi architetti destinato a durare fino ai giorni nostri e a plasmare il panorama urbano di molte località. Al sistema funzionale e razionale dell’organizzazione interna delle attività e del flusso dei clienti e delle merci, mancava, fino all’avvio della collaborazione con Ignazio Gardella, una sintesi architettonica che desse rappresentazione a un tema - quello dell’edificio commerciale – al quale nessun architetto si era dedicato in maniera sistematica, interpretandone la natura specifica. Gardella per primo ebbe l’intuizione di conferire al supermercato la dignità e il decoro che spettano a un edificio: questa visione trovò il pieno accordo del fondatore di Esselunga in occasione dei lavori per la realizzazione del supermercato di Alessandria nel 1988. Al compimento di questo primo negozio Bernardo Caprotti chiese a Gardella la disponibilità a disegnarne altri. “Volentieri, Bernardo, e saranno tutti uguali ma tutti diversi l’uno dall’altro”. Gardella ha progettato per Esselunga 40 supermercati e superstore, nonché gli edifici che ospitano gli u ffi ci Esselunga di Limito di Pioltello e Sesto Fiorentino. Grazie alla collaborazione con Gardella e con altre importanti firme dell’architettura quali Luigi Caccia Dominioni, Mario Botta, Vico Magistretti, Fabio Nonis, Albert Bowman Rogers e Mark Landini, Esselunga ha potuto contribuire alla creazione di edifici di stile, riconoscibili e ricchi di significato. Bernardo Caprotti con Luigi Caccia Dominioni

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